Coloro che diventano il bersaglio di un’attività d’indagine da parte della Procura della Repubblica hanno il diritto di essere difesi in tutte le fasi e i gradi del processo penale da un professionista munito di un bagaglio adeguato di conoscenze e competenze tecnico-giuridiche.

È sempre opportuno rivolgersi a un avvocato sin dal primo momento in cui si scopre di essere coinvolti in una indagine penale. L’avvocato saprà cosa consigliare al proprio cliente per impostare una corretta linea difensiva, potrà assisterlo durante il compimento di taluni atti investigativi eseguiti dalla Procura che richiedono la presenza dell’indagato e/o del suo difensore (es. interrogatori, ispezioni, accertamenti tecnici irripetibili) o, addirittura, svolgere direttamente investigazioni a scopo difensivo per acquisire prove utili a scagionare il suo assistito.

Concluse le indagini, il pubblico ministero, qualora non intenda archiviare il procedimento, formulerà delle accuse a carico dell’indagato, chiedendo a un giudice terzo ed imparziale di pronunciarsi sulla relativa fondatezza.

 In tal caso, sarà necessario essere assistiti da un difensore, che rappresenterà il cliente assumendo le sue difese durante la celebrazione delle udienze, attraverso un confronto dialettico con l’organo dell’accusa che impone il possesso di specifiche cognizioni tecnico-giuridiche, indispensabili per affrontare il delicato rituale del processo penale.

Al pari di una persona maggiorenne, anche il minore può figurare come imputato all’interno di un processo penale.

I procedimenti a carico dei minori sono particolarmente delicati, in quanto riguardano fasce deboli di persone rispetto alle quali l’assistenza del difensore è fondamentale per la scelta di una strategia difensiva che possa garantire al meglio i diritti del soggetto debole, per la sua difesa in giudizio e in ogni altra fase o grado del processo e per il suo reinserimento all’interno della società.

La persona offesa che in conseguenza del reato subisce un danno, o il mero danneggiato, attraverso il ministero di un difensore, possono chiedere il risarcimento dei danni all’autore del reato e a chi per lui risulta essere civilmente responsabile, direttamente nel processo penale. 

L’art. 76 del codice di procedura penale consente, infatti, l’esercizio dell’azione civile nel processo penale, tramite la costituzione in giudizio dell’interessato come parte civile. In tal caso, il giudizio avrà la finalità sia di accertare se il reato è stato o meno commesso, sia di valutare la sussistenza o meno dei danni rivendicati dalla vittima.

La presentazione di una denuncia o di una querela ha lo scopo di segnalare alla pubblica autorità fatti e circostanze che possono integrare una notizia di reato.

Colui che subisce una offesa determinata dalla commissione di un reato o chiunque viene a conoscenza di illeciti commessi anche in danno di terzi, ha la facoltà (salvo i casi in cui è obbligatorio per legge) di denunciare l’accaduto affinché gli autori del reato vengano perseguiti penalmente.

Prima di sporgere denuncia o querela è sempre opportuno interloquire preliminarmente con un avvocato penalista.

Il professionista dovrà valutare se i fatti che il cliente intende denunciare configurino effettivamente un reato, dunque l’opportunità di sporgere una denuncia o una querela, nonché suggerire come impostare in maniera tecnicamente corretta l’atto, inserendovi tutti i requisiti più opportuni per la tutela delle ragioni dell’assistito.

La legge del 7 dicembre 2000 n. 397 ha espressamente previsto che il difensore possa svolgere indagini difensive al fine di acquisire elementi di prova utili alla tutela del proprio assistito.

Gli elementi investigativi raccolti potranno essere presentati al pubblico ministero o direttamente al giudice per dimostrare l’innocenza del cliente.

Il difensore può svolgere indagini dopo l’apertura di un procedimento penale, oppure, a scopo preventivo, per acquisire elementi di prova utili a cautelare il cliente nell’eventualità che questo venga, in un secondo momento, indagato. 

Accanto all’attività di assistenza giudiziale, lo studio svolge attività di consulenza in materia penale.

Quest’ultima si incentra sull’analisi delle problematiche o questioni prospettate dal cliente, al fine di individuare se, in base alla normativa vigente e ai più recenti orientamenti della giurisprudenza, ricorrono profili di rischio penale e, in tal caso, illustrando le ipotesi di reato in cui il cliente è incorso o può incorrere laddove scelga di compiere una determinata attività.

La consulenza a scopo preventivo è uno dei principali metodi di cautela del cliente, in quanto ha la funzione di informarlo sui rischi e sulle conseguenze legali connessi al compimento di una determinata attività o all’adozione di una determinata condotta, onde disincentivarlo dal commettere atti illeciti.

L’estremo tecnicismo e il proliferare delle normative di settore rende indispensabile, soprattutto per chi intraprende un’attività economica, essere informati sui rischi legali in cui si può incorrere.

Il d.lgs. 231/2001 ha regolamentato lo statuto della responsabilità da reato delle società e, in genere, delle persone giuridiche. 

Al fine di indurre gli enti ad assumere atteggiamenti virtuosi, il legislatore ha disposto l’esonero da qualsivoglia responsabilità per i soggetti giuridici che predispongono e attuano in maniera efficiente modelli di gestione e organizzazione interni, affinché le attività inerenti il ciclo produttivo vengano svolte in conformità della legge.

La prevenzione, pertanto, soprattutto con riguardo alle imprese, diviene la chiave di volta per evitare di incorrere in processi penali che danneggino l’immagine dell’azienda e la costringano al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie.

In tale contesto l’apporto del giurista diviene fondamentale, in quanto la sua funzione è quella individuare tutti i profili di rischio penale che gravitano intorno a una determinata attività produttiva, segnalando le misure più opportune da adottare al fine di scongiurare pericoli di illecito.

Lo studio presta particolare cura e attenzione agli interessi e ai diritti del condannato. Offre assistenza legale nella fase di esecuzione della pena, si occupa della presentazione di istanze di misure alternative alla detenzione, di permessi nonché di istanze per la liberazione anticipata qualora ricorrano i presupposti legali.

Il gratuito patrocinio è un istituto di civiltà giuridica, che consente anche ai meno abbienti di agire e difendersi in un processo penale a spese dello Stato.

In presenza dei requisiti di legge, possono beneficiare del gratuito patrocinio l’indagato, l’imputato, la persona offesa dal reato e/o danneggiata che intendano costituirsi parte civile, il responsabile civile e il civilmente obbligato per la pena pecuniaria. Il beneficio è ammissibile anche in relazione alla fase della esecuzione penale, ai procedimenti di prevenzione, pertanto ne può beneficiare anche il soggetto già condannato.

– Video conferenza;

– consulenza online;

– istanza ex art. 335 c.p.p.;

– casellario giudiziale;

– carichi pendenti;